Ani vs. Finalfire ~ Diverso?

By Ani~
Mood: Bubblebath.
Listening to: Verdena – Zoe.
Watching: Scrubs (season 3).

Vi sembrera’ una cosa strana, forse pure scema ed inutile dato che poteva star benissimo in uno dei commenti sul suo blog, ma per me celebrare la prima volta da quando ci conosciamo (e fidatevi, e’ parecchio, parecchio tempo che ci conosciamo) in cui sono in disaccordo o comunque non pienamente d’accordo col vecchio caro Finalfire e’ doveroso.

Dunque, la situazione e’ questa: Francesco nel suo ultimo post si interroga sull’esistenza della diversita’. E trae la conclusione che qua segue.

[...]
Diverso è quello che dall’alto scende in una coltre di nebbia, avvolgendoci, permettendoci di veder solo noi stessi e di intraveder qualcosa al di fuori. E poi nulla.
Diverso è quello che si paventa di esser normale.
Diverso è quella goccia di pioggia che scende ma non tocca il terreno, dissolvendosi prima.
Diverso è quello che molti vorrebbero essere, si. Ma alla fine, tutti uguali li vediamo.

E se noi vediamo l’uguaglianza, ditemi, chi vede la diversità?

Credo nessuno, a questo punto.

Io gli rispondo cosi’:

La vera diversita’ non si vede con gli occhi, su questo siam d’accordo. Ma credo il “diverso” stia dentro ad ognuno di noi, nell’angolo piu’ profondo dell’anima, nella sua essenza piu’ pura. Chi vede la vera diversita’? Il piu’ delle volte nessuno e hai nuovamente ragione Tu, Fra. Perche’ cosi’ a fondo il piu’ delle volte non arriva nessuno, o meglio non lasciamo vi arrivi nessuno.

Ma mettiamo il caso che il vero amore esista, quello che, citando una citazione di Taglia, fa sentire a due amanti, ai loro corpi intrecciati, la terra che trema nonostante non vi sia in realta’ alcun terremoto tale e’ l’intesa, la pienezza emotiva dell’esperienza, la rarita’ e dunque la diversita’ di tale esperienza dalla norma, che cosi’ lontana a loro allora apparira’ da quello che stanno vivendo.
Noi guardandoli da fuori non ce ne accorgeremmo, ma se cosi’ fosse -ed intendiamoci, ti capiro’ pienamente se per caso smonterai questa mia tesi etichettandola come poco razionale (mannaggia agli arcobaleni) e/o eccessivamente illusoria- se cosi’ fosse, dicevo, allora concedimelo, quel “nessuno” con cui hai concluso non sarebbe piu’ un “nessuno”. Sarebbe un uno. L’uno. Il fantomatico uno a cui verra’ aperta anche “l’ultima porta”, quella della vera diversita’, quella che ci rende unici in quanto diversi. E quindi speciali. Almeno per Uno.

Ed ora, a Voi lettori l’ardua sentenza.

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17 Risposte a “Ani vs. Finalfire ~ Diverso?”

  1. Finalfire Dice:

    Mi piace quello che dici.

    Se non fosse che quell’uno esiste soltanto nel caso in cui esista un sentimento così forte e così debole allo stesso tempo, così pieno e così vuoto in ogni istante.
    Non c’è nulla da smontare nella tua tesi, perchè gli arcobaleni sono bellissimi. Ma se non li volessimo vedere, non esisterebbero.

    E quando veramente vogliamo vederli, non ne troviamo.

    Forse perchè la nostra anima non è pronta, forse perchè è pronta anche troppo, sfasando.
    Forse perchè la nostra vita non ha in serbo per noi arcobaleni, forse perchè la nostra vita se li è mangiati tutti, gli arcobaleni.

    Non possiamo guardare l’amore perchè, appunto non lo capiamo. E quando lo proviamo, siamo sempre e comunque così codardi da ripeter a noi stessi che non c’è.

    Rovinandoci.

  2. xeena Dice:

    Oh ma siete complicati tutti e due….oggi non vi seguo ad ognuno le sue paranoie. Arrangiatevi ;-)

  3. smallstar Dice:

    Oddio! Tutt’e 2 avete detto cose giustissime!! Comunque, mi ispira molto questo argomento, così lascio anche io un mio pensiero: diverso è chi segue la sua mente, e non le parole di chi gli sta intorno. Diverso è chi vuole differenziarsi dagli altri, e non si preoccupa se nessuno è come lui, ma ne va fiero. La diversità è uno stile di vita. Una scelta. È qualcosa di insolito che, facendoci caso, può essere meglio della normalità.

  4. anche Dice:

    anche perche se la diversita si vede da fuori tu dove staresti…ahah

  5. Ani~ Dice:

    @Fra: Sei sempre il piu’ razionale dei due. Io ci provo, ma non ci sono cazzi. O forse preferisco semplicemente tenermi qualche illusione e sorridere un pochetto di piu’, non so. In ogni caso, respect a valanga per te, as always. E a presto per un nuovo “confronto”, mio caro. ;)

    @Xeena: Ghgh, c’hai ragione, siamo nati complicati Io e Fra, c’e’ poco da fare. :P

    @Anche: Ormai non sbuffo nemmeno piu’ nel trovarmi i soliti commenti pieni di quel dolce sentimento che e’ l’invidia. La risposta alla tua domanda comunque e’: “ancora qui”. Perche’, citando Smallstar “Diverso è chi vuole differenziarsi dagli altri, e non si preoccupa se nessuno è come lui, ma ne va fiero”. E non hai la minima idea di quanto Io vada fiero di essere diverso da uno che spara sentenze senza firmarsi. Un vero “nessuno”, insomma.
    Tanti cari saluti.

    Ah gia’, dimenticavo *vedesse.

  6. Enri Dice:

    +1000 punti stima per Max, 500 per il post (250 sono di Final) e 500 per la risposta all’innominato. Mi unisco al groviglio: per me la diversità sta semplicemente negli occhi di chi guarda. Nessuno ci vedrà mai come ci vediamo noi, e la differenza tra come ci vediamo noi e come vorremmo che gli altri ci vedessero è tanta anche se a volte non lo ammettiamo nemmeno noi. Più ci sforziamo di voler sembrare diversi, più diventiamo uguali agli altri, perchè tutti a modo nostro vorremmo distinguerci, chi per qualità interiori chi per altro, ma alla fine la vera diversità sta semplicemente nell’essere esattamente come siamo, e chissenefrega se chi ci guarda non si accorge di quanto siamo diversi…

  7. Finalfire Dice:

    @Ani: razionale? Oh no, proprio no credimi xD My respect bro’.
    @Enri: ma grazie per i punti.
    @Xeena: si, siamo fratelli *-*

  8. Http500 Dice:

    Moltoooooo complicati! :D

  9. Taglia Dice:

    Ti lascio uno spunto, ha a che fare con quanto si diceva del rapporto di coppia, quel rapporto perfetto in cui si scopre non tanto la diversità, io direi più l’unicità di una persona, unicità che poi viene immediatamente riassorbita e ricomposta nella logica di una relazione in cui si è necessariamente in due: non più io – diverso, ma noi, eventualmente diversi dal resto del mondo (ma non è neanche così importante).

    Pennac “il paradiso degli orchi”: secondo lei [zia Julia] solo i rivoluzionari all’indomani della vittoria e i grandi primitivi sanno scopare come si deve. Gli uni e gli altri hanno l’eternità in testa, scopano al presente dell’indicativo, come se dovesse durare per sempre. In qualsiasi altro posto al mondo si fotte al passato o al futuro, si commemora o si costruisce, ci si perpetua o ci si moltiplica, ma nessuno si occupa di se stesso.

    Ok, estendi questo discorso non solo al sesso ma al rapporto di coppia in senso lato, quella necessità di pensare al presente che impone davvero di guardare negli occhi il partner e capire chi abbiamo di fronte, non ciò che è stato o ciò che sarà, una volta fatto avrai: 1. penetrato la sua unicità; 2. farai tremare la terra scopando. Chiudo. :D

  10. Ani~ Dice:

    @Enri: Ma grazie, mia cara… ♥! E bella anche la tua interpretazione dell’argomento, mi piace. :)

    @Taglia: Ma quanto sei figo, oh. :D
    Spettacolare anche questo tuo “spunto”.

  11. Zola Dice:

    Diversità o uguaglianza? Ti giuro, questo è sempre stato uno dei dilemmi più incredibili dell’esistenza in cui mi sono trovato a dibattere diverse volte, senza mai arrivarne a capo! E ogni volta non capisco se propendo per la teoria dell’uguaglianza degli uomini o quella della loro diversità!
    Intanto per cominciare ti dico subito che ciò che è assolutamente importante individuare è il “punto di vista”, interno o esterno al soggetto!
    Ogni soggetto, guardandosi e valutandosi, nel suo insieme complessivo di variabili che lo compongono si vede assolutamente diverso e unico. Chi invece gli ruota intorno, nota invece molte somiglianze con altri. Ad esempio, un metallaro/anarchico/sfattone si sente e si proclama assolutamente un diverso, quando invece visto da fuori è assolutamente uguale a tutto il resto del gruppo-movimento relativo!
    Poi bisogna individuare “l’oggetto” che poni come termine dell’analisi di uguaglianza o diversità. Premesso che soffermarsi alle mere caratteristiche fisico-somatiche sia assolutamente banale per individuare diversità-uguaglianze, si va oltre. Ma anche le caratteristiche caratteriali, mentali, comportamentali…che ognuno di noi considera uniche e diverse da tutti gli altri, secondo me da un lato sono comunque uguali. Considerando ad es la variabile “carattere” singolarmente, ti senti l’unico al mondo così,giusto? No, sei assolutamente catalogabile all’interno di un insieme di persone a cui sei caratterialmente uguale. Per es un tuo amico estroverso non è l’unico estroverso sul pianeta, ma uno dei tanti che tu stesso catalogheresti simile ad altri tuoi stessi conoscenti per questo aspetto; uno stronzo non è l’unico ad esserlo, e non è uno stronzo diverso dagli altri! Utilizzando contemporaneamente diversi termini di paragone (carattere+comportamento+cultura+…), le persone che individueresti simili in tutto saranno senz’altro meno che utilizzando un solo termine di paragone (carattere e basta) però ci saranno lo stesso. Tu, punto di vista interno, ti sentirai sempre e comunque diverso da ogni altro, ma io punto di vista esterno ti catalogherò sempre all’interno di uno “standard” che tu immancabilmente e inevitabilmente rappresenti.
    Quindi che tu lo voglia o no, che tu ti senta unico e speciale o no, rientri all’interno di un gruppo di appartenenza nel quale tu vieni schedato dagli altri perchè oggettivamente uguale a loro.
    Infine, dopo un discorso forse non poi così chiaro (e forse manco vero), arrivo dove volevo arrivare: Max, siam quindi sicuri che quello/a che tu definisci “uno” (e non nessuno) che alla fine, secondo te, percepisce la nostra effettiva diversità…invece non sia quello/a che in realtà individua in noi la sua più vicina somiglianza?

  12. Ani~ Dice:

    @Zola: “Max, siam quindi sicuri che quello/a che tu definisci “uno” (e non nessuno) che alla fine, secondo te, percepisce la nostra effettiva diversità…invece non sia quello/a che in realtà individua in noi la sua più vicina somiglianza?”

    Puo’ esser un’interpretazione alternativa anche questa, hai ragione.
    Solo non potremo stabilire chi dei due sta dalla parte della ragione finche’ non troveremo quell’Uno. Il dilemma Diversita’ continua ad esistere, c’e’ poco da fare.

    Sei comunque ufficialmente entrato nel mio olimpo personale dopo questa. Stima +10000 per Te. ;)

  13. Mary Dice:

    Non concordo con Finalfire, mi dispiace. L’esistenza di una cosa non si riduce alla dimostrazione empirica di essa. La forza di gravità non esisteva prima di Newton? L’esercito di terracotta non c’era prima di essere dissepolto? Assolutamente sì. Esistevano, solo noi non lo sapevamo.
    Inoltre gli arcobaleni, come tutte le cose belle della vita, non capitano sempre… Paulo Coelho scriveva: “Dio ha creato il deserto così che gli uomini possano accorgersi delle oasi”. Se l’arcobaleno ci fosse costantemente allora è in quel caso che noi non lo noteremmo, perchè si scioglierebbe nel vuoto dell’abitudine. L’arcobaleno, come ogni cosa bella della vita, arriva sempre quando desidera, non quando NOI desideriamo. Però ti svelerò un segreto: sappiamo sempre quando cercarlo, ossia appena terminata la tempesta.

    Per Enri: la citazione corretta alludeva alla bellezza, la bellezza sta negli occhi di chi guarda. Ma se ne trasliamo il significato, intendendo come bellezza la diversità, allora si, sono assolutamente d’accordo.

    Il diverso è colui che ha il coraggio di mostrare se stesso senza timore.

  14. Ani~ Dice:

    E’ amica mia quella qua sopra, eh…
    Mo son cazzi tuoi, Fra. :D

    Mary… :*

  15. Finalfire Dice:

    I sentimenti non esistevano già prima che qualcuno li descrivesse, li catalogasse e, soprattutto, li provasse?

    Non parlo di esperienza. Parlo di quello che il nostro cuore, che la nostra anima, che la nostra mente vuole vedere. E ne abbiamo la prova inconfutabile ogni giorno: quante volte non vogliamo vedere la verità perchè crediamo che, vedendola, indirettamente faremmo del male a qualcuno?

    Naturally, tutto imho.

  16. Mary Dice:

    Sì, certo che esistono già i sentimenti! Sono radicati in ognuno di noi, impressi come un marchio a fuoco indelebile nel DNA della razza umana.
    Sin da bambina mi domandavo, e domandavo, cosa fosse l’amore. Ma è difficile spiegarlo a una bimba, perchè dovresti parlarle di sentimenti, emozioni e situazioni che mai ha provato! Eppure non c’è bisogno di definizioni, quando lo si prova per la prima volta si ha una certezza indiscutibile: “ecco, Questo è l’Amore”. Anche se non sono mai riusciti a descrivertelo prima…. Per cui credo che sì, i sentimenti esistono a prescindere, trascendono l’esperienza…

    Ovviamente tutto questo è abilmente celato dalla codardia, mistificata in razionalità (in realtà è solo un alibi: non mi comporto così perchè non è logico, non è corretto, non è razionale……)… Perchè tutto ciò che c’è di più emozionante ci fa anche tanta paura. Ma questo certo non significa che non tutto questo non esista…

    Non so bene come posso aver formulato questo pensiero, ma attualmente la mia testa è proiettata su sex and the city!!!!

  17. Finalfire Dice:

    La razionalità non esiste. L’unica razionalità che abbiamo radicata nella nostra mente è quella di “provar paura per le cose irrazionali”. Da qui scaturisce la non razionalità delle cose.

    La mia è una affermazione grossa, me ne rendo conto. Ma, sempre imho, la razionalità è solo un concetto che ci hanno impiantato da piccoli nel cervello per farci smettere di credere alle favole.

    Ma se non avessimo mai ascoltato una favola, come potremmo crederci, prima ancora di smettere?

    (formulato o meno, non importa. non siamo qui per discutere su qualcosa XD solo vengo qui per augurare a Max una morte lenta e dolorosa)

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