Ovvero lo scontro all’ultimo brivido tra i due (finora) migliori horror del duemilaotto. Avendoli visti entrambi, il primo un paio di giorni fa, l’altro ormai da un mesetto, tentero’ di analizzare per ognuno punti di forza e debolezza per poi pronunciare il mio personalissimo verdetto finale decretando cosi’ il film vincitore di questa “sfida”.
Dunque vediamo…
REC sa tutto sommato di “nuovo” (anche se obiettivamente qualcosa di film quali The Blair Witch Project, Cannibal Holocaust e dello stesso Cloverfield di cui ho parlato qualche tempo fa e’ dato riscontrarlo). La tecnica, gia’ recentemente vista appunto in Cloverfield, di trasporre l’intero film attraverso la videocamera di uno dei protagonisti e’ pero’ qua spinta alle stelle. Usata con tale perfezione, in un horror del genere rende all’inverosimile. E quel senso di realismo ed indescrivibile angoscia che pervade tutta la visione del film ringraziano. I registi spagnoli J.Balaguerò e P.Raban meritano su questo punto, a mio parere, piu’ di un plauso.
The Eye invece marcia su un format decisamente piu’ collaudato: e’, come in molti sapranno, il remake americano di un horror “made in Japan” di qualche anno fa. E su questo filone ricorderete senza fatica film quali The Ring e The Grudge, immagino. C’e’ pero’ da dire che, proprio a livello di trasposizione dalla versione giapponese, The Eye e’ stato quello che ho apprezzato di piu’. Per la fedelta’ che c’e’ stata nel riproporre le scene migliori dell’originale, mentre invece in The Ring ad esempio (e premettendo che quest’ultimo l’ho odiato talmente tanto da finire per amarlo oltre ogni limite, potrete ben intendere che questo e’ tutto fuorche’ un giudizio di parte) questo processo non era stato fatto, o per lo meno non in modo cosi’ meticoloso.
Ovviamente, per quanto riguarda The Eye, siamo invece poi, a differenza che nel film qua suo avversario, in un ambito decisamente surrealista, essendo gli spiriti dei defunti i veri protagonisti del film.
The Eye vince pero’ a man bassa in campo gnocca. E non me ne voglia la giornalista protagonista di REC che, diciamocelo, non e’ affatto da “buttar via”, ma sono realmente in poche a poter reggere il confronto con Jessica Alba, c’e’ poco da fare.
Cosa dite? Che c’entra questo col film? C’entra eccome! D’altronde stiam qua analizzando due film horror e basta guardarsi un attimo intorno per rendersi senza fatica conto che le belle e prorompenti ragazze sono una costante del genere. Dunque la gnocca-analisi e’ qui piu’ che giustificata e bon.
La decisione e’ comunque resa poi ancora piu’ ardua dal fatto che The Eye rientra obiettivamente nei canoni del mio horror perfetto, quello dove la colonna sonora fa da padrona e dove non sono le scene piu’ crude (che a dirla tutta in The Eye non ci son proprio) ad inquietar di piu’ quanto quelle che apparentemente non hanno nulla di inquietante. Se avete occasione di vederlo fatemi sapere se, e qua gli do’ un’etichetta per evitar di far spoiler, la “scena del confronto foto/specchio” non vi fa letteralmente accaponnare la pelle. A me ha fatto quell’effetto.
Ma la sfida va comunque a REC. Perche’ quel senso di modernita’ e realismo vanno premiati. Perche’ non c’e’ film che piu’ di REC sconsiglierei vivamente ai deboli di cuore per la dose allucinante di ansia che ti inietta direttamente in vena e che finisce poi per possederti interamente, fino a toglierti il respiro. E perche’ non ce la faccio proprio a proclamare The Eye vincitore dopo che il fantasma che durante la sua visione piu’ di ogni altro m’ha fatto sobbalzare sulla sedia del cinema e’ stato quello di un travestito. Scusatemi.
Tag: Cinema, Film, Jessica Alba, REC, The Eye
